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martedì 21 luglio 2009

Alta tensione a Belfast: che cosa accadrà ora?

Alta tensione a Belfast: che cosa accadrà ora?



Di Tommaso Della Longa e Giampaolo Musumeci da Belfast

Il fuoco cova sotto la cenere a Belfast e nelle 6 contee del nord. Il processo di pace dopo il Good Friday Agreement non dà i frutti sperati.

La parata orangista del 12 luglio spostata a lunedì 13 ufficialmente per motivi religiosi, ufficiosamente anche per motivi di sicurezza, è stato l’ennesimo ma non il solo detonatore. Gli allarmi bomba delle scorse settimane, e i violenti scontri tra polizia e cattolici il 13 luglio e le notti seguenti nel quartiere di Ardoyne hanno spento gli entusiasmi di chi pensava la questione nordirlandese fosse oramai in via di risoluzione.

I problemi nelle sei contee rimangono irrisolti. I repubblicani più intransigenti condannano la real politik dello Sinn Feinn e lo considerano un partito oramai colluso che non fa nulla per migliorare le condizioni della popolazione cattolica: accesso al lavoro alle scuole, ai finanziamenti sono tuttora spesso vincolati all’appartenenza all’una o all’altra comunità.

Avevo un buon lavoro una volta” racconta una signora cattolica di Carlisle Roadin una manifattura di tabacco qui nel quartiere. Solo che la maggioranza degli operai era protestante. E ho dovuto lasciare il lavoro. Mi hanno picchiata e hanno lasciato la bandiera lealista sul mio macchinario…”.

La politica a Belfast sembra non essere in grado di offrire soluzioni, lasciando così nuovo spazio ai repubblicani armati. L’obbiettivo? La Polizia e l’esercito britannico.

E proprio lo Sinn Feinn il 13 luglio ha dovuto alzare bandiera bianca nel quartiere di Ardoyne, dove cercava di frapporsi fra i cattolici e la polizia che a sua volta aveva formato un cordone per evitare il contatto con la parata orangista.

Membri dello Sinn Feinn del quartiere ma non solo hanno invano e più volte tentato di frenare i giovani che cercavano un ingaggio con la polizia. In pochi minuti però hanno dovuto lasciare quartiere che è rimasto in mano agli agguerriti streetfighters. Politicamente, una sconfitta.

Una pioggia di molotov, fitte sassaiole, barricate, auto incendiate e la polizia che ha risposta con idranti, cariche e proiettili di plastica. Durante gli scontri, un uomo della Real Ira armato di pistola si è fatto largo tra i giovani streetfighters che ingaggiavano contro la polizia, ha puntato, ha sparato, ma non ha centrato il bersaglio. Quello che doveva fare fuoco infatti era un fucile di precisione ritrovato per caso poche ore prima da alcuni ragazzini del quartiere e consegnato al prete di Ardoyne. Il quale, a sua volta, lo ha consegnato alla polizia. Due arresti nei giorni scorsi proprio nel quartiere, dove gli inquirenti sono ancora caccia dell’uomo che ha sparato.

Martin Rafferty, prigioniero politico repubblicano che ha militato in passato tra le file dell’Ira, e incontrato durante una sua breve licenza dal carcere, fotografa così la situazione: “C’è molta tensione dopo la stagione delle marce orangiste, c’è forse un riposizionamento dei repubblicani che vedono che lo Sinn Feinn non sta mantenendo le promesse e c’è ancora disuguaglianza qui nel nord dell’Irlanda. Noi cerchiamo il dialogo con i protestanti, con cui abbiamo molto più in comune di quello che la gente pensa, ma c’è una forza sinistra qui sullo sfondo che fa in modo che noi non abbiamo successo. Ed è per questo che noi repubblicani crediamo che l’unico modo per avere la pace sia che i britannici lascino l’Irlanda”.

La pace, il dialogo? Real e Continuity Ira sono convinte che la lotta armata sia l’unica via e preparano nuove azioni. E intanto la gente vive all’ombra dei muri che a Belfast separano i quartieri cattolici da quelli protestanti.

Vedi il muro lì? Il ‘peacewall’, il muro della pace, serve a dividere le due comunità. Qui la situazione è molto simile alla Palestina” ha detto James, un giovane 26 enne protestante la notte del 12 luglio mentre accatastava legna sul “bonefire”, la tradizionale pira che avrebbe bruciato il tricolore irlandese. E la soluzione della questione delle 6 contee? La soluzione del settarismo e della violenza qui a Belfast? “Non sarà in questa mia vita - racconta sconsolata una donna cattolica: forse i mie nipoti la vedranno, di certo non io”.

FONTE

In lotta per un’Irlanda libera e sovrana

In lotta per un’Irlanda libera e sovrana
Alessia Lai


Dopo gli scontri dei giorni scorsi, sembra essersi riaccesa la vena insurrezionalista nordirlandese. La delusione, dagli accordi del ’98, è cresciuta inesorabilmente. Le promesse di una pace che avrebbe dovuto portare diritti e prosperità al popolo nordirlandese si sono rivelate menzogne. Lo Sinn Fein si è perfettamente integrato nel panorama politico britannico e sembra che il suo unico interesse sia la sopravvivenza fine a se stessa dell’organizzazione, che non tutela più i Repubblicani – ormai li definisce “delinquenti” – e ha sacrificato i principi della causa irlandese in cambio degli scranni nel parlamento di Stormont.
Rinascita, in merito, due esponenti Repubblicani irlandesi, Ciaran Boyle, portavoce del 32CSM di Derry, e Kevin McQuillan, del Republican Network for Unity.

Lo Sinn Fein dice che i ragazzi che partecipano agli scontri sono solo dei teppisti senza appoggio popolare. Cosa ne pensate?

Ciaran Boyle: Prima che 13 innocenti civili disarmati fossero uccisi con colpi d’arma da fuoco (il Bloody Sunday, ndr), qui nella città di Derry, nel 1972 l’esercito britannico, unionisti e anche i nazionalisti moderati, descrivevano i rivoltosi del Bogside di Derry come teppisti. Oggi, ci sono membri dello Sinn Fein che imitano la polizia britannica, descrivendo i rivoltosi di Belfast e Derry come delinquenti. Questi giovani hanno agito in difesa della loro zona che era stata attraversata dai membri pesantemente armati della PSNI, giovani il cui unico obiettivo era quello di forzare allontanare l0organizzazione anti cattolica e anti irlandese dal loro quartiere. E se questi giovani non hanno avuto alcun supporto dalla popolazione, come dice lo Sinn Fein, allora perché nessuno è uscito per fermarli?
Kevin McQuillan: È una completa assurdità. Il malcontento sociale e la resistenza esplosi non solo sulle vie dell’Ardoyne, ma anche in altri quartieri di Belfast e delle sei contee lunedì ed ogni notte da allora, sono la conseguenza degli anni di frustrazione e di rabbia. Frustrazione per i fallimentari accordi del Venerdì Santo, che hanno dato vita gli articoli 2 & 3 in cambio di che cosa?!?! ….una foto con Ian Paisley e altri ministri britannici… 11 anno dopo lo Sinn Fein F non ha potuto neppure ottenere una legge la tutela della lingua irlandese. Rabbia per il fatto che le condizioni e le prospettive per la classe lavoratrice nel Nord sono peggiorate progressivamente, mentre il sistema oppressivo della forza di “polizia” politica e paramilitare britannica - RUC/PSNI - è rimasto saldamente al suo posto. Lo sfogo al quale abbiamo assistito è giunto al culmine di tutto questo. Sono stati tutti motivati dagli scritti di James Connolly o dall’esempio di Bobby Sands? TUTTI aderiscono ai principi così come sono stati sanciti nella i nella Proclamation del 1916? Naturalmente no! La loro motivazione arriva chiaramente dalla gioventù Repubblicana ma mista ad altri giovani antiautoritari e, sì, persino con una storia di attività antisociale. È con e per questi giovani che i socialisti repubblicani devono agire.

Perché si sono riaccese le proteste?

Ciaran Boyle: Le proteste sono ricominciate per diversi motivi, alcuni potrebbero dire che sono aumentate dalla recente uccisione del membro delle forze inglesi. Tuttavia, le cose stavano fermentando da un po’ di tempo. Per esempio la vicenda dei cosiddetti “Derry Four” (quattro uomini arrestati in Donegal dalla Garda - la polizia irlandese - accusati di appartenenza all’Ira), il nuovo arresto di Terry Mc Cafferty e quello di Colin Duffy, hanno giocato la loro parte nel contribuire all’aumento del supporto a coloro che da sempre si oppongono agli accordi del Venerdì Santo e naturalmente ad organizzazioni come il 32CSM. Il repubblicanesimo sta giungendo alla conclusione che l’accordo di Venerdì Santo ha rinforzato il dominio britannico in Irlanda, e non lo ha indebolito come affermato dai nostri ex compagni.
Kevin McQuillan: Le proteste non si sono mai concluse. Solo erano state infiltrate, dirette, controllate per farle diventare inefficaci come una risata sotto la stretta vigilanza del Sinn Fein. Quel che pensiamo è stato testimoniato ora – non solo in riferimento alle proteste contro le marce orangiste cacciate dai quartieri repubblicani - ma nelle associazioni dei residenti e della comunità, che manifestano le loro esigenze rispetto a questioni come quelle del diritto alla casa, è un risorgere della fiducia nella politica di strada.

Lo Sinn Fein ha ancora appoggio popolare? Cosa pensano gli irlandesi del partito di Gerry Adams?

Ciaran Boyle: Ha un mandato significativo ma decrescente nella politica irlandese. Tuttavia per il cosiddetto Gerrymandering (parola d’origine inglese che rappresenta un metodo ingannevole per ridisegnare i confini dei collegi nel sistema elettorale maggioritario) lo Sinn Fein di non ha nessuna prospettiva di ottenere un mandato democratico di maggioranza nelle sei contee occupate. La politica costituzionale non espellerà mai il governo britannico dall’Irlanda. Come giovane membro della 32CSM, io vedo Adams come un capo politico che è stato corrotto dal potere e dalla ricchezza. È completamente dal fuori dalla realtà nella quale vive la gente della classe lavoratrice della mia città natale, in particolare i giovani.
Kevin McQuillan: Lo Sinn Fein è il più grande partito nazionalista nelle sei contee. È un fatto. Non c’è motivo di dubitare che resterà così nel breve e medio termine. Quel che accade è che continueranno a perdere il supporto ed i voti dei nazionalisti della classe lavoratrice. A ciò si aggiunge il fatto che lo SF ha generato una situazione per cui la sua popolarità iniziale nelle aree centrali repubblicane e nazionaliste è stata sostituita, non in piccola parte attraverso il loro condizionamento, da una dipendenza. A meno che non arrivi un radicale e unito movimento Repubblicano Socialista in alternativa…nelle strade o in occasione delle elezioni…

Quanti sono gli arrestati per gli scontri di questi giorni? Chi sono, quanti anni hanno e di cosa sono accusati? Cosa devono aspettarsi?

Ciaran Boyle: Parecchi giovani sono stati arrestati (in due sono stati fortunatamente rilasciati giovedì, ndr). È troppo presto per determinare l’età o l’affiliazione politica. Ma chiunque venga arrestato peri cosiddetti “reati di terrorismo” può essere tenuto in custodia fino a 28 giorni senza alcuna accusa formale. Circostanze che sono già state esaminate dalle organizzazioni e da avvocati che si occupano di i diritti umani.
Kevin McQuillan: I numeri che ci segnalano stanno variando in un modo difficile da quantificare esattamente al momento. Sappiamo che due uomini di 20 anni sono stati arrestati in relazione a dei colpi di arma da fuoco esplosi contro laRUC/PSNI (poi rilasciati, ndr). Altri, dei ragazzi sui 17 anni, sono stati arrestati per gli scontri. Nessuno di noi è a conoscenza di loro affiliazioni a qualcuno dei gruppi Repubblicani anti-accordo.

L’Irlanda è parte dell’Europa, perché, secondo voi, l’informazione europea si disinteressa di un conflitto così importante che riguarda un Paese europeo?

Ciaran Boyle: È nell’interesse dell’Unione Europea per gli ovvi motivi, finanziari, di mostrare gli avvenimenti recenti in Irlanda come semplici atti criminali. Il controllo dei media è la più grande arma dell’occupante. La Gran Bretagna ha ridotto al silenzio tutti i media che avrebbero potuto far notare che il contributo all’IRA e la resistenza alla sua presenza illegale sta sviluppandosi. Se i media britannici non riescono a segnalare che cosa realmente sta accadendo i media europei seguono la stessa logica. Perciò è importante che raggiungiamo i media in Europa che sono conosciuti per il loro giornalismo onesto.
Kevin McQuillan: Abbastanza semplicemente, in assenza di giornalisti coraggiosi che vogliono andare a cercare le vere “storie” ..... i media internazionali preferiscono prendere le notizie dai comunicati stampa del governo britannico si uniformano a quel che vedono ed ascoltano dalla BBC.

Gli inglesi hanno mai voluto la pace?

Ciaran Boyle: I lealisti sono uno strumento dell’occupazione illegale dell’Irlanda, che è controllata dai britannici. È attualmente negli interessi britannici descrivere l’occupazione come normale e pacifica. Il governo britannico può rapidamente “premere l’interruttore” che attiva gli squadroni della morte lealisti quando lo ritiene giusto. Il 75% dell’isola d’Irlanda aspira ad una Irlanda unita. Quel che chiede il 32CSM è che la Gran Bretagna riconosca il dritto della gente irlandese alla sua autodeterminazione nazionale. Attualmente ci rifiutano questo diritto, che è la causa del conflitto in Irlanda. La gente delle 26 contee può, come ora, essere in disaccordo strategico con noi, tuttavia sono d’accordo con il nostro obiettivo: l’Irlanda unita, sovrana ed indivisibile.
Kevin McQuillan:
Le sei contee sono state divise dal resto dell’Irlanda nell’ambito di uno stato d’emergenza. Il lealismo e i lealisti erano e sono immersi in questo e sono estremamente ostili a qualunque cosa sia irlandese, cattolico, nazionalista o Repubblicano.

Cosa accadrà nei prossimi giorni? Le proteste continueranno?

Ciaran Boyle: Mi attendo più arresti e proteste. A Derry abbiamo un’altra parata lealista ben conosciuta, in questi ultimi anni, per quello che scatena. I membri locali del 32CSM stanno anche progettando di protestare contro un vertice della polizia britannica che dovrò avere luogo nel Bogside. Il governo britannico deve realizzare che finché occuperà questo Paese o qualunque altro Paese incontrerà una resistenza feroce.
Kevin McQuillan: La storia di degli scontri urbani, qui, durante gli anni passati, dice che le cose dovrebbero calmarsi. A meno che RUC/PSNI non continuino con i loro atti di provocazione, con l’infastidire i giovani, con le incursioni nelle case.


Fonte

Soli contro tutti

Soli contro tutti
Alessia Lai


Tre giorni consecutivi di scontri nelle città delle sei contee occupate. Lo Sinn Fein condanna i rivoltosi e ancora una volta si schiera con gli occupanti.

“Fottuto irlandese, hai paura eh?”. Così gridavano, lunedì, i poliziotti britannici ai Repubblicani che li caricavano, cacciandoli fuori dall’Ardoyne. Ma quale paura. Quale timore possono avere dei ragazzi che, armati di sassi e molotov, affrontano poliziotti in tenuta antisommossa che sparano ad altezza d’uomo, che arrestano indiscriminatamente, che puniscono arbitrariamente.
Si ha paura del futuro da occupati, colonizzati, ghettizzati, non di coloro fanno la guardia ad un regime oppressivo e iniquo. È coraggio e voglia di libertà quello che porta dei giovani irlandesi nelle strade, a difendere un territorio, strade e quartieri dove, dalla sera del 13 luglio, i poliziotti britannici e i loro fiancheggiatori dello Sinn Fein non possono più entrare.
Da allora, sera in cui la lotta per l’indipendenza dell’Irlanda sembra essersi risvegliata nelle strade, nei giorni successivi nuovi scontri hanno acceso le notti dell’Ardoyne e di altre città nordirlandesi.
Mercoledì, per la terza notte consecutiva si sono susseguiti tafferugli nel noto quartiere di North Belfast. Circa 100 giovani, riunitisi a Brompton Park, hanno lanciato pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe-carta, vernice ed almeno una molotov contro agli agenti di polizia in tenuta anti sommossa, presenti in gran numero nella zona. Ad un certo punto i poliziotti britannici hanno inseguito di alcuni ragazzi che li avevano attaccati armati di tubi da impalcatura. In due sono arrestati per disordine pubblico. Le tensioni sono continuate fino all’1.30 del mattino. La stampa attribuisce la ragione degli scontri all’arresto di un ragazzo di 28 anni fermato con l’accusa di avere esploso, nelle manifestazioni di lunedì, un colpo di arma da fuoco contro un poliziotto. In seguito all’arresto del giovane si è tenuta mercoledì una manifestazione pacifica al di fuori della stazione di polizia in Antrim Road. Ma pare che un altro ragazzo, di 30 anni, sia stato fermato sempre in relazione agli spari contro la polizia del 13 luglio
Da parte dei politici dello Sinn Fein è arrivata la consueta condanna degli scontri e ieri la stampa britannica ha diffuso la notizia che alcuni leader del partito siano stati oggetti di minacce per aver criticato i recenti disordini di Belfast.
Una delle persone minacciate si ritiene possa essere Gerry Kelly, ex militante dell’Ira e ora membro dello Sinn Fein, che il giorno dopo i fatti del 13 luglio aveva portato la stampa sui luoghi degli scontri dichiarando che i ragazzi coinvolti erano dei teppisti senza alcun appoggio popolare, portati da fuori, e affermando “andate a chiedere al 32 CSM e al Repubblican SF”, è colpa di quelli che fanno male al processo di pace, quelli che “dicono di chiamarsi Real Ira”. Tutto senza pronunciare una sola parola di condanna per le forze di polizia britanniche, che hanno ferito 10 persone sparando i proiettili di plastica ad altezza d’uomo e usando i cannoni ad acqua.
Kelly, come il resto dei politici dello Sinn Fein, sembra non solo aver dimenticato il passato, ma pare anche non vedere quel che accade ogni giorno nelle sei contee occupate. La situazione di discriminazione quotidiana, di disagio economico e sociale è rimasta la stessa dagli accordi del ’98, quelli che avrebbero dovuto inaugurare una nuova stagione di rapporti fra le comunità protestante e cattolica, che avrebbero dovuto “normalizzare” il conflitto. Ma da allora sono state solo parole e retorica. E oggi, lo Sinn fein nemmeno si maschera più da movimento repubblicano: invita a rispettare “la cultura unionista” e il “diritto degli orangisti a marciare” mentre denuncia i Repubblicani, gli nega l’assistenza in carcere, li definisce dei “criminali comuni”.
Oggi, nell’Irlanda occupata, è peggio che negli anni ’70. Allora i Repubblicani venivano prelevati e arrestati per affiliazione all’Ira e per reati d’opinione, ma poi doveva essere un giudice, anche se britannico, a condannarli e a farli restare in carcere. Oggi, invece, la legge prevede una detenzione massima in assenza di capi d’imputazione di 28 giorni, dopodiché basta l’accusa di essere associati alla Real Ira per essere lasciati in carcere. Un’accusa che si avvale di prove assurde, come la semplice conoscenza o frequentazione di associati alla formazione Repubblicana.

Fonte

Censura su Belfast in rivolta

Censura su Belfast in rivolta
Ugo Gaudenzi

Gli accordi di pace del 10 aprile 1998 - firmati dal Sinn Fein, da Londra e dagli unionisti filo-britannici - sono ormai, nel Nord Irlanda, un mero pezzo di carta.
Fino alle 4 della notte tra lunedì e martedì, è divampata la rivolta dei repubblicani irlandesi contro le marce dei cosiddetti “unionisti”, volte a celebrare la vittoria di Guglielmo III d’Inghilterra (d’Orange) nella battaglia del Boyne del 1690 con la definitiva occupazione britannica dell’Irlanda. I disordini si sono estesi a tutte le città e i borghi del Nord dell’isola, da Belfast a Derry, da Armah a Rasharkin.
Soltanto a tarda sera uno sparuto gruppo di miliziani pro-britannici, sì e no un centinaio di persone, blindato da un ingente dispositivo di polizia, è riuscito ad attraversare (e questa era la consueta provocazione studiata a tavolino contro i residenti cattolici) il quartiere dell’Ardoyne di Belfast. Gerry Kelly, ex Ira e ora Sinn Fein, è stato allontanato dai militanti indipendentisti Repubblicani, criticato e schernito per i compromessi anti-sociali (il disagio delle famiglie e la precarietà del lavoro che colpisce la “minoranza” irlandese) e contro l’indipendenza siglati con il governo di Londra. Da tempo il Sinn Fein è accusato di aver trasformato le strutture del suo partito in covi di spie e di collaborazionisti degli inglesi.
La protesta repubblicana è stata voluta anche per ricordare all’Europa di Bruxelles, quella delle “guerre umanitarie” e dei cosiddetti “diritti umani” che ben 30 prigionieri politici nord-irlandesi sono da tempo ristretti nelle carceri di Belfast e sottoposti a regime di semi-isolamento e a maltrattamenti.
Quello che è più grave è che nessun organo di (dis)informazione di massa della “democratica” Unione europea, giornali e radiotv italianai in primis, ha ritenuto politicamente corretto informare i propri lettori, spettatori e sudditi su quanto avviene ed è avvenuto in Irlanda.
Come si conviene in “democrazia”, la migliore repressione contro chi si batte contro l’occupazione anglosassone - o atlantica - di una qualunque delle terre europee diventate colonia, Italya compresa, è il silenzio.

FONTE

I Repubblicani si oppongono alle marce unioniste

I Repubblicani si oppongono alle marce unioniste
Andrea Perrone e Tommaso della Longa

È la vera sconfitta del Sinn Féin. Ieri, nell’Irlanda del Nord, centinaia di militanti Repubblicani sono scesi in piazza come non accadeva da tempo per protestare contro le parate dei protestanti orangisti e scontrandosi con la polizia. Ma a perdere, oltre ai protestanti - che sono riusciti a passare nel quartiere di Belfast dell’Ardoyne, con quasi tre ore di ritardo e in appena 100 persone, impauritissime e iper blindate dalla polizia britannica – è stato il movimento di Gerry Adams, allontanato dalla piazza dell’Ardoyne dai militanti Repubblicani.
I disordini, esplosi nel pomeriggio, si sono protratti sino alle quattro del mattino e sono esplosi quando gli unionisti hanno dato vita alla tradizionale marcia di luglio a Belfast e in altre città.
I repubblicani stanchi di provocazioni e vessazioni di ogni genere hanno attaccato le marce unioniste con sassi e notte molotov, hanno innalzato barricate e dato alle fiamme numerose macchino. Sono stati esplosi anche un paio di colpi di pistola contro i poliziotti britannici. Il bilancio degli scontri ha visto il ferimento di ventitré rappresentanti delle forze dell’ordine inglesi. Disordini sono avvenuti anche in altre località dell’Irlanda del Nord tra cui Derry, Armah e Rasharkin. In tutto almeno sette agenti sono rimasti feriti mentre a Belfast un giovane manifestante è stato trasportato in ospedale.
Disordini anche a Rasharkin, nella contea di Antrim, nel nord est del Paese, dove tre poliziotti sono rimasti feriti e un uomo è stato arrestato.
I protestanti dell’ordine unionista dell’Irlanda del nord celebrare ogni anno l’anniversario della battaglia della Boyne, vinta nel 1690 dal protestante Guglielmo d’Orange contro il cattolico Giacomo II. Una marcia considerata una provocazione dai nazionalisti irlandesi. Per decenni, infatti, le marce orangiste di luglio sono state occasione di scontro con i cattolici o con le forze dell’ordine, ma dopo gli accordi di pace del ’98 la tensione era notevolmente calata. Fino ad oggi. L’appiattimento del Sinn Féin su posizioni più lassiste che moderate ha riacceso nei giovani irlandesi lo spirito indipendentista. Dagli accordi del venerdì santo, che avrebbero dovuto portare alla “normalizzazione” del conflitto, nulla in Irlanda è cambiato: uguali al passato le provocazioni dei protestanti, i maltrattamenti dei prigionieri Repubblicani, la condizione economica e sociale svantaggiata dei cittadini irlandesi. Una cristallizzazione che il movimento di Adams sembra non vedere. Anzi, ieri il leader del Sinn Féin ha subito condannato i giovani repubblicani per le manifestazioni per non rischiare di perdere il ruolo di interlocutore del governo britannico. Un portavoce del Sinn Féin ha anche precisato che la mobilitazione dei Repubblicani è stata organizzata dalla Real Ira, il gruppo dissidente che non ha mai accettato gli accordi di pace interconfessionali del 10 aprile 1998. Una situazione questa che ha messo chiaramente in evidenza le difficoltà che sta attraversando il partito moderato che punta soltanto a mantenere gli accordi presi con gli unionisti e Londra. Una posizione oramai poco condivisa dai giovani militanti repubblicani come dimostrano le violente manifestazioni di questi giorni in tutto il Paese.
Ieri è stato definitivamente sancito che la pace nelle contee occupate non esiste e che i Repubblicani irlandesi hanno riconquistato il seguito popolare. Il popolo d’Irlanda combatte ancora.



Foto di Gianpaolo Musumeci

Fonte

giovedì 25 dicembre 2008

Protesta per Terry McCafferty

Ieri a Belfast c'e stato una protesta per Terry McCafferty. Abbiamo anche scoperti che persone dello Sinn Fein hanno cancellati gli scritti sui muri di Free Terry McCafferty, questa fa vedere quanto è cambiato lo Sinn Fein. Invece di sostenire i prigioniere vogliono nascondere la loro esisenza e il fatto che un ragazzo è stato arrestato senza motivi, poco prima di natale, il suo primo natale a casa in 6 anni. Ecco un video della protesta ieri a Belfast.

mercoledì 24 dicembre 2008

Terry McCafferty


Il 32 County Sovereignty Movement ha emesso un comunicato datato 22 dicembre richiedendo l’immediata scarcerazione di Terry McCafferty, arrestato a 4 mesi dal suo rilascio senza un’accusa precisa.
Il 32CSM lo ha qualificato come una molestia nei confronti di un repubblicano e della sua famiglia, ipotizzando anche un atto di ripicca contro la liberazione dei Four Derry, avvenuta nei giorni scorsi, dopo che il processo nei loro confronti è miseramente controllato alla Special Criminal Court di Dublino.

E’ in programma una manifestazione per il 24 dicembre alle ore 15 a Dunville Park, Falls Road, Belfast.

Ecco il testo del comunicato

32 County Sovereignty Movement
22/12/2008

Free Terry McCafferty now
The 32 County Sovereignty Movement call for the immediate release of North Belfast Republican Terry McCafferty who was returned to Maghaberry gaol last night just four weeks after being released having served half of a 12 year sentence for his part in Republican activity in Belfast.
Terry McCafferty was returning from a holiday in Spain with his family when he was arrested and told he was being returned to Maghaberry having had his license revoked by British secretary of state Paul Goggins.
The 32 County Sovereignty Movement view this action as blatant harassment of a Republican and his family just before Christmas. We have little doubt that there is no reason to revoke Terry’s license and we believe it may be a spiteful reaction to the release of the Derry 4 last Friday. It is quite clear that MI5 did not get the result they wanted in the Special Criminal Court in Dublin and they have ordered that Terry be imprisoned due to the fact that he has been recently released and his first Christmas with his family for years is approaching, It was designed to cause maximum misery to Republicans
The 32 County Sovereignty Movement call on all Republicans to unite to ensure that this spiteful action be overturned immediately.

venerdì 21 novembre 2008

50 I PRIGIONIERI REPUBBLICANI ANCORA IN CARCERE

Sono passati dieci anni da quando nel 1998 vennero aperte le porte del Maze ai detenuti repubblicani e lealisti nel rispetto di quanto stabilito dall’Accordo del Venerdì Santo (Good Friday Agreement n.d.r.).
Ad oggi sono circa 50 i detenuti ancora rinchiusi nelle carceri sia in Irlanda del Nord, che nella Repubblica di Irlanda.
31 si trovano in una sezione separta del carcere di Maghaberry. Quasi tutti appartenenti alla Continuity IRA ed alcuni affiliati alla Real IRA. L’unico di questi ad aver usufruito della scarcerazione fu John Brady originario di Strabane. Rilasciato nel 1998, venne arrestato nuovamente nel 2004 e successivamente scarcerato sulla base dell’inattendibilità della prova del DNA. Questo non ha significato la libertà per John brady, in quanto ora si trova a dover scontare un condanna all’ergastolo precedente.
Nel carcere di Portlaoise Co Laois, la stragrande maggioranza dei detenuti repubblicani sono affiliati al Real IRA, di cui un nome di spicco è Michael McKevitt.
Ci sono otto prigionieri appartenenti all’INLA a Portlaoise, la maggior parte in custodia preventiva in attesa di processo per accuse che vanno dal appartenenza all’organizzazione, al possesso di armi.
Infine sono 2 i prigionieri che si trovano al di fuori del territorio irlandese. Michael Campbell (36) originario di Dundalk, è stato arrestato in Lituania perchè sospettato di acquistare armi da fuoco ed esplosivi per la Real IRA.
Noel Maguire, condannato insieme ad altri quattro uomini per attentati della Real IRA a Londra e sta scontando una condanna di 22 anni in un carcere nel Cambridgeshire (Regno Unito).
All’inizio di questo mese il ministro della giustizia irlandese Dermot Ahern, rifiutato l’eenesima richiesta avanzata da Maguire per il trasferimento di Portlaoise, dicendo che egli non è riuscito a dimostrare di avere legami familiari nel Paese.

50 republicans still in prison - Dissident violence has to stop
History was made in 1998 when the gates of the Maze prison opened and republican and loyalist inmates were freed under the terms of the Good Friday Agreement.
But 10 years on from their early release – agreed as part of efforts to consign the Troubles to history – there are around 50 republican prisoners in jails north and south of the border.
Maghaberry jail has 31 inmates housed in its republican ‘separated’ unit.
The only one to have had his early release licence revoked is John Brady from Strabane.
Released from the Maze in 1998 after serving seven years for the murder of RUC reservist David Black in 1989, he was arrested in 2004 and charged with allegedly attempting to kill a part-time RIR soldier two years earlier.
The charge was later dropped by the Public Prosecution Service, which had been due to rely on controversial ‘low copy number’ DNA evidence but he remains in jail for the previous life sentence.
The majority of republican prisoners in Maghaberry are affiliated with Continuity IRA, with a handful of Real IRA prisoners also held on the wing.
Also in Maghaberry are two of the four men convicted of the Provisional IRA kidnapping of veteran republican Bobby Tohill in 2004.
Tommy Tolan and Gerard McCrory, both from west Belfast, handed themselves in to police in January 2007 after a period of being unlawfully at large.
In Portlaoise prison in Co Laois, the vast majority of republican inmates are affiliated to the Real IRA.
The most high-profile of these is Michael McKevitt, serving a 20-year jail term for directing terrorism. One of the founding members of the Real IRA, the veteran republican has since turned his back on his former associates.
There are eight alleged INLA prisoners in Portlaoise, the majority on remand awaiting trial for charges ranging from membership of the organisation to possession of weapons.
Armagh man Declan Duffy is among them, having been arrested earlier this year and charged with membership.
West Belfast man Gerard Mackin has also been in Portlaoise and is now on trial in Dublin’s Special Criminal Court charged with the murder of Eddie Burns in the city in March last year.
Two other republican prisoners are being held in jails outside of Ireland.
Dundalk man Michael Campbell (36) is being detained in Lithuania on suspicion of buying firearms and explosives for the Real IRA.
The last republican prisoner in England, Noel Maguire, was convicted along with four other men for a Real IRA bombing campaign and is serving 22 years in a prison in Cambridgeshire.
Earlier this month the Republic’s justice minister Dermot Ahern turned down a request by Maguire for transfer to Portlaoise, saying he had failed to prove he has family links in the jurisdiction.


http://thefivedemands.wordpress.com/2008/11/21/50-i-prigionieri-repubblicani-ancora-in-carcere/

venerdì 17 ottobre 2008

Irlanda. Il prigioniero repubblicano Aidan Hulme riceve cure mediche


Irlanda. Il prigioniero repubblicano Aidan Hulme riceve cure mediche

di Tommaso Della Longa

Squilla il telefono. Iniziano ad arrivare sms. La notizia è confermata: il prigioniero repubblicano irlandese Aidan Hulme ha avuto le prime cure mediche dopo 237 giorni e soprattutto dopo che nelle ultime settimane si era temuto il peggio. Un piede che rischiava la cancrena, un corpo umano che non riusciva più a sostenere i tanti medicinali presi quotidianamente. E tutto questo avveniva nel silenzio di media irlandesi ed europei. Con la politica che rimaneva alla finestra facendo finta nulla, come se i militanti della causa repubblicana, quelli che ancora non si sono rassegnati a veder sventolare la Union jack a Belfast e Derry, fossero cittadini di serie inferiore.
Quando la scorsa settimana abbiamo conosciuto il portavoce italiano del movimento 32Csm (County Sovereignity Movement) Saoirse Harte, avevamo capito che la situazione era grave e che, soprattutto, nessuno nel mondo del politicamente corretto si sarebbe mosso. C’era bisogno di fare tutto il possibile per Aidan Hulme. Lo dovevamo a questo ragazzo, alla sua famiglia, ai suoi compagni di lotta, ma soprattutto al popolo e alla causa irlandese. Un interesse, una comunità di intenti che ha radici nel passato e che non poteva non trovare la nostra vicinanza anche oggi. Così, il nostro quotidiano si è messo subito a disposizione, facendo tutto il possibile: una pagina di intervista a Saoirse Harte e poi una campagna quotidiana in prima pagina in cui si ricordava da quanti giorni Aidan era senza cure e rischiava la vita nel carcere di Portlaoise, badate bene, non nel Regno unito, ma in Irlanda.
Quando abbiamo saputo della vittoria, abbiamo gioito. Quando abbiamo scoperto che il passo in avanti è stato fatto anche per la mobilitazione internazionale, abbiamo pensato che non servono grandi mezzi per incidere sulla realtà. Quando, infine, il movimento repubblicano ci ha ringraziato ufficialmente, l’emozione si è fatta largo.
Così, la mobilitazione umanitaria internazionale ha vinto. Aidan, che da mesi aspettava urgenti cure mediche, è stato finalmente visitato da uno specialista. E potrà anche essere portato in una struttura esterna al penitenziario.
L'agenzia di stampa Inedita, durante la scorsa settimana, aveva portato la notizia in Italia e aveva interpellato l'ambasciata irlandese. Martedì Inedita ha ricevuto una mail dall'ufficio stampa della rappresentanza in Italia di Dublino. “L'addetto stampa – spiegavano - ha ricevuto la risposta dall'Irish Prisoner Service, i quali riferiscono che il prigioniero in questione ha ricevuto tutte le cure mediche necessarie ed è anche stato portato in visita ad un ospedale esterno”. Dall'Irlanda, invece, confermavano le gravi condizioni di Aidan. Poi la buona notizia, giunta in Italia mercoledì sera.
“L'Irpwa (Irish republican prisoners welfare association) – si legge in un comunicato del portavoce del gruppo, Marian Price - accoglie con favore gli ultimi sviluppi della campagna per Aidan Hulme, ringraziando, a nome dei prigionieri di guerra, tutti quelli che si sono mobilitati. Il direttore del penitenziario di Portlaoise si è accordato con i prigionieri e ha dato il permesso ad Aidan di essere visitato anche all'esterno”. Inoltre è stato assicurato che “entro la fine del mese sarà pianificato e sviluppato un programma per dare le cure necessarie al prigioniero, permettendo così un controllo continuo della sua salute”. Così da oggi in poi il prigioniero irlandese Hulme dovrebbe ricevere (e il condizionale in un caso del genere è purtroppo d'obbligo) le necessarie cure mediche. Adesso però i due governi d'Irlanda dovrebbero imparare a non trattare come cittadini di “serie b” i militanti della causa repubblicana, per non dover mai più temere per la sorta di alcun prigioniero o peggio piangere ragazzi come Kevin Murray, lasciato a morire in carcere senza alcuna cura specialistica. Saoirse Harte, dall’Italia, ha poi voluto “ringraziare i media italiani che si sono mobilitati per la causa di Aidan Hulme, in particolare il quotidiano Rinascita e l'agenzia di stampa Inedita”.
Infine, abbiamo saputo che il giovane repubblicano detenuto è molto riconoscente per il supporto arrivato anche dall’Italia. Ora ci aspetta per conoscerci in una visita nel penitenziario. E noi non mancheremo.


http://www.rinascita.info/

venerdì 10 ottobre 2008

A Belfast la Resistenza continua

A Belfast la Resistenza continua
Irlanda - A colloquio con Saoirse Harte, portavoce in Italia del movimento 32Csm, i repubblicani che hanno rifiutato la svendita a Londra

di Tommaso Della Longa

Repressione, arresti, settarismo, discriminazione. Parole che, a sentire i quotidiani embedded di mezzo mondo, non sarebbero altro che un ricordo per l'Irlanda del nord e soprattutto per i nazionalisti irlandesi. Ancor di più si dovrebbe trattare di ricordi lontani per la gente di Dublino e della Repubblica d'Irlanda. Purtroppo però non è così. La tensione è all'ordine del giorno e l'Irlanda, sia quella del nord sia quella del sud, è tutto tranne che pacificata. Non c'è solo lo Sinn Fein nell'Isola Verde. Non c'è solo la pace “patinata” del governo di Stormont firmata con gli inglesi. Ci sono anche movimenti e partiti politici che non ancora oggi lottano per l'indipendenza e l'unità irlandese, senza più la presenza di Londra.
Proprio in queste ore in Irlanda si sta vivendo un momento drammatico. Un prigioniero repubblicano, detenuto in un carcere di Dublino, sta rischiando l'amputazione di un piede e forse anche peggio solo perché le autorità irlandesi gli negano la possibilità di farsi visitare e aiutare da un esperto in una struttura esterna. Di questa storia e del movimento repubblicano ne abbiamo voluto parlare con Saoirse Harte, il portavoce in Italia del movimento 32 County Sovereignty Movement (32Csm, il movimento per la sovranità delle 32 contee irlandesi unite).

D. Per prima cosa parliamo di Aidan Hulme, il prigioniero irlandese che in questo momento in pericolo di vita nella prigione di Portlaoise.

R. Aidan è stato arrestato e incarcerato in Inghilterra nel 2003 per la bomba alla Bbc di Londra nel marzo 2001 insieme ad altri due ragazzi. Va subito detto che non ci sono prove dirette sulla sua colpevolezza, ma al massimo è stato dimostrata solo l'appartenenza a un gruppo politico. A quel punto ci siamo subito mobilitati con manifestazioni e proteste per riportare i tre ragazzi in Irlanda, visto che come cittadini europei hanno il diritto di essere spostati nel carcere più vicino a casa per facilitare le visite e i colloqui con i familiari. Dei tre, solo Aidan e un altro sono riusciti a tornare sull'Isola Verde nel 2006.

D. Aidan però stava già male quando era stato portato in carcere nel Regno Unito?

R. Sì, aveva fatto un brutto incidente in moto prima di essere arrestato e nel carcere inglese gli è stato negato un aiuto medico. E proprio per questo nel 2004 abbiamo protestato contro la negligenza dei medici inglesi. Quel che è peggio è che, una volta tornato in Irlanda, anche qui non lo hanno aiutato in alcun modo.

D. Quando si è aggrava la situazione?

R. A febbraio di quest'anno la vicenda è diventata sempre più allarmante. Durante una visita medica, hanno trovato le dita del piede della gamba malata di Aidan che erano diventate nere e si teme si tratti di cancrena. Il medico ha chiesto al direttore della prigione di far visitare Aidan da uno specialista. Il direttore ha fatto sapere che il caso avrebbe avuto la massima priorità, ma ancora nessun provvedimento è stato preso. Aidan sta assumendo attualmente ventuno pillole al giorno per il dolore e si è reso necessario anche l’utilizzo di morfina. Il suo colorito è diventato giallognolo, sintomo di un danno al fegato come conseguenza di un massiccio dosaggio dei farmaci. Attualmente è costretto a letto ventiquattro ore al giorno, 7 giorni alla settimana.

D. E voi cosa avete organizzato?

R. Oltre ad alcune manifestazioni, abbiamo indirizzato una petizione al ministro della Giustizia Dermot Ahern per un suo intervento immediato. Ho parlato personalmente con il ministro che però ha tirato fuori banali scuse. E nulla è stato fatto.

D. Questa assurda situazione sembra molto simile al trattamento che ha subito Kevin Murray.

R. Esattamente. Kevin era un prigioniero dello stesso penitenziario arrestato per motivi politici. Aveva continui mal di testa, non stava bene, chiedeva di un medico e gli veniva sistematicamente negato. Quando gli è stato permesso di vedere un medico, è stato portato in un ospedale esterno per farlo morire perché gli è stato diagnosticato un tumore al cervello. Forse la sua fine era segnata, ma doveva avere le giuste cure mediche. Era il 2001. Nessuno ha pagato per quel fatto. Dopo sette anni ci troviamo davanti a una situazione molto simile, Aidan rischia la vita e sembra che a nessuno importi nulla. I repubblicani vengono trattati come cittadini di serie B dal governo irlandese.

D. Parlaci del vostro movimento il 32Csm.

R. Non siamo un partito politico, ma un movimento perché non ci presentiamo alle elezioni, non riconoscendolo come valide e ufficiali. Lottiamo per un'Irlanda che sia libera e sovrana. I nostri obiettivi sono la sovranità nazionale irlandese, l'unità e la promozione dell'ideale rivoluzionario del repubblicanismo. Inoltre chiediamo l'immediato rilascio di tutti i prigionieri irlandesi nel mondo (sono presenti soprattutto negli Usa e in Inghilterra). Negli Stati uniti per esempio c'è un prigioniero che aspetta da 25 anni di ritornare a casa.

D. Quando è nato il vostro movimento?

R. La maggior parte dei nostri membri storici erano all'interno dello Sinn Fein in un comitato che si chiamava 32Csc. Nel 1997, sugli accordi di pace con gli inglesi, il partito si è spaccato. E il 7 dicembre di quell'anno si è tenuta una riunione degli attivisti che hanno lasciato il partito di Gerry Adams a causa della svendita all'Inghilterra per il trattato con gli inglesi. L'anno dopo, nel '98, abbiamo presentato un ricorso legale all'Onu per non riconoscere le elezioni del Nord, visto che gli inglesi non avevano alcun diritto di organizzarle.

D. Il 32Csm è presente in tutta l'Isola Verde?

R. Sì, il movimento è presente in tutta l'Irlanda con attivisti e militanza. Siamo anche in Inghilterra e in Italia come gruppi di pressione internazionale. Oltre alla causa repubblicana, lavoriamo molto nel sociale e ci battiamo contro la droga e contro gli spacciatori. Ovviamente ci siamo anche battuti contro la costituzione europea.

D. Qual è la situazione di tutti i giorni?

R. Nel Nord come nel Sud è una situazione molto dura. Al Nord la polizia continua a usare gli stessi metodi e con il governo biconfessionale non è cambiato proprio nulla. Proprio per questo in molti stanno abbandonando lo Sinn Fein che è sempre più lontano dalla gente. I Repubblicani si stanno allontanando dallo Sinn Fein che sembra solo interessato a esser parte di un governo straniero in Irlanda. C’è ancora l’ “internment by remand” cioè quando gli attivisti repubblicani vengono arrestati e messi in galera per molto tempo senza alcuna prova tranne quella delle parola della polizia. Tutto questo al momento è un grave pericolo per noi. Per non parlare poi dell’uso dello Special Criminal Court, un tribunale che è contro i diritti umani come ribadito dall’Unione europea e per il quale il governo irlandese viene multato €10.000 per ogni seduta. Va detto che il governo irlandese paga questa cifra in anticipo, strano pagare una multa in anticipo vero?

D. Infine, avete anche un raggruppamento di tutte le posizioni radicali per l'indipendenza?

R. Sì, è stato formato l'Rnu (Republican network for unity – Rete repubblicana per l'unità), un raggruppamento dove siamo presenti noi, le associazioni dei prigionieri politici, l'Irsp (Irish republican socialist party) e alcuni repubblicani indipendenti. In poche parole, tutti quelli che non hanno accettato la svendita agli inglesi e che continuano la resistenza.

pubblicato oggi su Rinascita a pag. 9

Fonte: Rinascita


In Belfast the Resistance Continues

Special on Ireland – An interview with Saoirse Harte, spokesperson
in Italy for the 32CSM, the Republicans who refused the sell-out to
London



Repression, arrests, sectarianism, discrimination. Words that,
hearing them daily embedded in half the world, would bring back nothing
other than a memory of The Occupied Six and above all of Irish
nationalists. Even more it would mean far memories for people of Dublin
and the Republic of Ireland. Unfortunately it is not like that. Tension
is on the agenda and Ireland, both North and South, is everything but
at peace. There isn’t only Sinn Fein in the Green Island. There isn’t
only “the patinated” peace of the Stormont government signed with the
English. There are still political movements and parties that still
fight for independence and the Irish unity, without an English
presence.



Ireland is living a dramatic moment. A Republican prisoner, in
Portlaoise Gaol, is risking the amputation of a foot and perhaps even
worse because the Irish authorities deny him the possibility of
visiting and help from medical expert in an external structure. We
talked to Saoirse Harte, the spokesperson in Italy of the 32 County
Sovereignty Movement about this and other issues.



Q. First of all let’s talk about Aidan Hulme, the Irish prisoner who in this moment in grave danger in Portlaoise Gaol.



A. Aidan was arrested and imprisoned in England in 2003 for the
London BBC bomb in March 2001 with two other people. It should be
pointed out that there was no direct evidence to link Aidan to the bomb
but a series of suggestive evidence linking them to a political group.
At that point we mobilized with protests and petitions to have these
three people repatriated to Ireland, inasmuch as European citizens they
have the right of being moved to a gaol closer to home in order to
facilitate the family visits. Of the three, only Aidan and his brother
were repatriated in 2006.



Q. Was Aidan already injured when he was incarcerated in the UK?



A. Yes, Aidan had a horrible motorbike accident before being
arrested and was undergoing treatment when incarcerated. When he was
sent to Gaol in England he was denied medical Treatment and his
situation got worse. Then in 2004 we protested against the negligence
of the English doctors. What’s worse is that once he was repatriated he
was still denied treatment!



Q. When did the situation get to be alarming?



A. In February of this year the situation became more and more
alarming. During a recent medical visit, the doctor found that Aidan’s
toes had turned black and the doctor fears gangrene. The doctor has
asked the Prison Governor to let Aidan see a specialist. The director
said that he Aidan’s case would have had the maximum priority, but
still no provision has been taken. Aidan is currently taking twenty-one
pills a day for the pain and the use of morphine patches has become
necessary. His skin has turned yellow which indicates liver damage due
to all the medication that he is taking. Currently Aidan is bedridden
24 hours a day, 7 days a week.



Q. What has been organized?



A. Other than protests, we have started a letter writing petition
to the Justice Minister Dermot Ahern for immediate action. I have
spoken personally with the Minister’s office but have been fobbed off
with the most banal of excuses as have many others. And no progress has
been made.



Q. This absurd situation is very similar to what happened to Kevin Murray, isn’t it?



A. Exactly. Kevin was a prisoner in the same Gaol arrested for
political reasons. He had continuing headaches, he was not well, he
asked for a doctor and he was systematically denied his right to
medical treatment. When he was finally allowed to see a doctor, the
only thing left to do for him was to send him to a hospice to die
because of a massive brain tumour. Maybe the outcome would have been
the same, but he had the right to medical treatment. That was 2001.
Nobody has been brought to justice for Kevin’s death. After seven years
we find ourselves front of a very similar situation, Aidan is risking
his life and it seems that no one cares. Republicans are treated like
second class citizens by the Irish government.



Q. Tell us about you movement, the 32CSM



A. We are not a political party, but a movement because we do not
present ourselves for elections; we do not recognise them as valid and
official. We fight for a Free Sovereign Ireland. Our objectives are
National Irish Sovereignty, Republican unity and the promotion of the
revolutionary ideals of Republicanism. We also demand the immediate and
unconditional release for all Irish political prisoners in the world.
In the United States as an example there is a prisoner who awaits trail
25 years after his ‘offence’, not being an American citizen and being a
Republican.



Q. When was your movement founded?



A. Most of our founding members came from within Sinn Fein and
within Sinn Fein there was a committee called the 32 County Sovereignty
Committee. In 1997, with the peace talks with the English, the party
split. On the 7th December of that year there was a meeting of the
activists who had left Sinn Fein because of their sell-out to England.
For an English Treaty. And that night the 32CSM was founded. The year
after, in 1998, we have sent a legal submission to the UN asking them
not to recognise the GFA Referendum, inasmuch as English did not have
the right to organize it and it also questioned the British Soverenity
in Ireland.



Q. Is the 32CSM a 32 County Movement?



A. Yes, the movement is present in all the 32 counties of Ireland
with activists. We are also in England and Italy as international lobby
groups. Other than representing the republican cause, we are very
active in Social work and work against drugs in our communities and
anti-social behaviour as it has no place in society. Obviously also we
are also busy working against the Lisbon Treaty.



Q. What is the current situation in Ireland?



A. North and South it’s a difficult situation. In the North the
police continue to use the same methods and with a biconfessional
government and nothing has changed. For this reason many people are
leaving Sinn Fein, which is always further away from its’ grassroots.
Republicans are furthering themselves from Sinn Fein who seem to be
more interested in being part of a foreign government in Ireland. There
is also internment by remand where republican activists are arrested
and put in gaol for long periods of time with no evidence against them
other than the fact they are Republicans and the word of a police
officer this is a serious danger for all Republicans. We also have the
use of the Special Criminal Court, a court which is in contravention of
Human Rights as set out by the EU and for every seating is fined around
€10,000 by Brussels. It should be noted that the Irish government pays
this fine in advance, doesn’t it seem strange to you to pay a fine in
advance?



Q. Last question. Is there any position with other Pro Independence groups in Ireland?



A. Yes, there is the Republican Network for Unity, a grouping where
ex POWs are present, IRSP (Irish Republican Socialist Party) and other
independent republicans. In other words, unity is open to all those who
have not accepted the sell-out to the English and that continue to
resist.



mercoledì 11 giugno 2008

Loyalist Parades Through Nationalist Areas with PSF’s Help




Loyalist Parades Through Nationalist Areas with PSF’s Help

The revelation that PSF may get involved with the Loyalist Band Forum to police Loyalist Parades through Nationalist areas where they are not welcome comes as no surprise to the republican and nationalist base.

PSF have for some time been involved with Loyalists to ensure that at least one Loyalist parade will be allowed through Nationalist areas, areas where they are not wanted and where there is a history of mob riots emanating from those in the parades. Areas where residents and business people have asked why loyalists want to parade through their locality? The only logical explanation to answer such a question, is to raise sectarian tensions and to act in a triumphalist manner against the nationalist people. In other words the Nationalist people are to be treated as second class citizens, a trait familiar to former Stormont administrations, and it would now seem, to contemporary regimes also..

One such flashpoint is Castlederg in West Tyrone.

For over thirty years loyalist bands and supporters have created havoc in the Nationalist Ferguson Crescent and Killeter Road area of the town despite appeals from residents and business people to stop such sectarian parades.

In the past such parades were forced through assisted by British Police in Ireland, in more recent years when parades were prohibited from this area the security was such that no one could get in or out of the town until such parades were over and this usually lasted up to three hours and more.

The most recent exposure of PSF’s involvement occurred over the past number of weeks. Pro-PSF community leaders have held meetings with the people in the affected area and despite being asked at every meeting if there was any contact relating to a parade going through their areas, the answer was no.

Then at the last meeting attended by British MP Pat Doherty and local PSF Cllr C Mc Hugh it was outlined that during contact with loyalists and the parades people, it was agreed that a band parade to remember a UDR man would be permitted.
The people of the area were furious that PSF had undertaken to represent them in this way without consultation and without permission to speak on their behalf and they left the PSF MP in no doubt of their feelings and were they stood on this issue.
They see such a parade as sectarian and unnecessary to march through a Nationalist area.

Within days of the meeting PSF spin was that a parade was being forced through this area only for the representation of PSF MP Pat Doherty.

Such lies emanating from a party that once supported the beleaguered Nationalist communities from sectarian taunts and riots, to now being directly involved with such parades of hate, is indicative of just how deeply PSF have been absorbed into the partitioned statelet.

This feeble attempt by PSF to create the façade of normalization, a well worn policy of successive British Governments, will not fool anyone least of all the Nationalist people of Castlederg who have suffered greatly as a result of such sectarian parades.

More outrageous in this saga is the news emanating that in return for allowing this parade through Castlederg PSF would be allowed to police it.

Another attempt by PSF to uphold British rule at every opportunity at the expense of the Nationalist and Republican people, in return for nothing.

PSF have achieved nothing for the working class people in West Tyrone.

They have achieved no advantage in the struggle for Independence.

Rather they continue to deny fellow citizens the right to National Self-determination and they fail to uphold the Sovereignty of the Irish Nation, a cause for which the leaders of 1916 (The Provisional Government of Ireland) gave their lives when executed by the British Government.

The National Chairperson of the 32 County Sovereignty Movement, Francie Mackey, urges all Nationalist communities to be vigilant in light of these treacherous moves by PSF and states that never again should Nationalist areas have to suffer the indignation of such sectarian parades through their areas.

This was the trait of the previous Stormont when Nationalist skulls were cracked by British Police in Ireland to force such parades through and now we have the present Stormont attempting the exact same policy. What has changed?

venerdì 16 maggio 2008

New IRPWA Mural

The Belfast cumannn of the 32 CSM this week unveiled a new mural on the international wall at the bottom of the Falls Road. The aim of the mural is to highlight the the ongoing plight of Irish republican prisoners being held in British and 26 county jails on trumpt up IRA membership charges.


END INTERNMENT BY REMAND.








mercoledì 23 gennaio 2008

Anti Criminalisation/censorship protest

The 32 County Sovereignty Movement urge all republicans to support a protest against criminalisation planned for Saturday 26th January at the offices of The Irish News 113-117 Donegal Street Belfast at 3pm.

A dangerous new trend has developed in recent weeks whereby some elements within the media have attempted to criminalise those republicans who have rejected the British administration in Stormont. The Irish News has been particularly active in this new role as MI5 mouthpieces rather than an impartial representative of nationalist opinion. The editorial team in this once credible paper have taken to their new role with great relish to the point of publishing outlandish stories supposedly taken from unnamed and unsubstantiated ‘sources’ and then refusing Irish Republican Separatists any print space in order to counter these ludicrous creations.

The 32 County Sovereignty Movement believe that it is imperative that the actions of The Irish News do not go unchallenged as it is our opinion that such attempts at criminalisation are a pre cursor to a new crackdown on anti agreement republicanism.
This crackdown has been called for by the main nationalist parties through the pages of this paper and this line has been faithfully parroted by Irish News editorials.
As it is clear that no republican in Ireland can receive a fair trial and that the British intelligence services and their agents are up to their necks in attempting to frame republican separatists we would ask the Irish News how exactly republicans should be dealt with?

The Irish News has put itself firmly on the side of the British political administration in Ireland, not alone by attempting to recruit young nationalists in to the British army and police through their situations vacant pages but also by putting themselves and some of their staff at the disposal of the British security services.
The Irish News must be in a position to prove the veracity of their stories and we call on them to do so. We also call on them to cease their practise of adopting a partisan political position in defence of the British administration in Ireland and to give republican separatism a right to reply to criminalisation attempts emanating from MI5.

These are issues which impact upon all republicans not just those within the 32 County Sovereignty Movement as it is not just our organisations that are being criminalised but the whole republican separatist position.

Fight criminalisation
Fight censorship