martedì 21 luglio 2009

Alta tensione a Belfast: che cosa accadrà ora?

Alta tensione a Belfast: che cosa accadrà ora?



Di Tommaso Della Longa e Giampaolo Musumeci da Belfast

Il fuoco cova sotto la cenere a Belfast e nelle 6 contee del nord. Il processo di pace dopo il Good Friday Agreement non dà i frutti sperati.

La parata orangista del 12 luglio spostata a lunedì 13 ufficialmente per motivi religiosi, ufficiosamente anche per motivi di sicurezza, è stato l’ennesimo ma non il solo detonatore. Gli allarmi bomba delle scorse settimane, e i violenti scontri tra polizia e cattolici il 13 luglio e le notti seguenti nel quartiere di Ardoyne hanno spento gli entusiasmi di chi pensava la questione nordirlandese fosse oramai in via di risoluzione.

I problemi nelle sei contee rimangono irrisolti. I repubblicani più intransigenti condannano la real politik dello Sinn Feinn e lo considerano un partito oramai colluso che non fa nulla per migliorare le condizioni della popolazione cattolica: accesso al lavoro alle scuole, ai finanziamenti sono tuttora spesso vincolati all’appartenenza all’una o all’altra comunità.

Avevo un buon lavoro una volta” racconta una signora cattolica di Carlisle Roadin una manifattura di tabacco qui nel quartiere. Solo che la maggioranza degli operai era protestante. E ho dovuto lasciare il lavoro. Mi hanno picchiata e hanno lasciato la bandiera lealista sul mio macchinario…”.

La politica a Belfast sembra non essere in grado di offrire soluzioni, lasciando così nuovo spazio ai repubblicani armati. L’obbiettivo? La Polizia e l’esercito britannico.

E proprio lo Sinn Feinn il 13 luglio ha dovuto alzare bandiera bianca nel quartiere di Ardoyne, dove cercava di frapporsi fra i cattolici e la polizia che a sua volta aveva formato un cordone per evitare il contatto con la parata orangista.

Membri dello Sinn Feinn del quartiere ma non solo hanno invano e più volte tentato di frenare i giovani che cercavano un ingaggio con la polizia. In pochi minuti però hanno dovuto lasciare quartiere che è rimasto in mano agli agguerriti streetfighters. Politicamente, una sconfitta.

Una pioggia di molotov, fitte sassaiole, barricate, auto incendiate e la polizia che ha risposta con idranti, cariche e proiettili di plastica. Durante gli scontri, un uomo della Real Ira armato di pistola si è fatto largo tra i giovani streetfighters che ingaggiavano contro la polizia, ha puntato, ha sparato, ma non ha centrato il bersaglio. Quello che doveva fare fuoco infatti era un fucile di precisione ritrovato per caso poche ore prima da alcuni ragazzini del quartiere e consegnato al prete di Ardoyne. Il quale, a sua volta, lo ha consegnato alla polizia. Due arresti nei giorni scorsi proprio nel quartiere, dove gli inquirenti sono ancora caccia dell’uomo che ha sparato.

Martin Rafferty, prigioniero politico repubblicano che ha militato in passato tra le file dell’Ira, e incontrato durante una sua breve licenza dal carcere, fotografa così la situazione: “C’è molta tensione dopo la stagione delle marce orangiste, c’è forse un riposizionamento dei repubblicani che vedono che lo Sinn Feinn non sta mantenendo le promesse e c’è ancora disuguaglianza qui nel nord dell’Irlanda. Noi cerchiamo il dialogo con i protestanti, con cui abbiamo molto più in comune di quello che la gente pensa, ma c’è una forza sinistra qui sullo sfondo che fa in modo che noi non abbiamo successo. Ed è per questo che noi repubblicani crediamo che l’unico modo per avere la pace sia che i britannici lascino l’Irlanda”.

La pace, il dialogo? Real e Continuity Ira sono convinte che la lotta armata sia l’unica via e preparano nuove azioni. E intanto la gente vive all’ombra dei muri che a Belfast separano i quartieri cattolici da quelli protestanti.

Vedi il muro lì? Il ‘peacewall’, il muro della pace, serve a dividere le due comunità. Qui la situazione è molto simile alla Palestina” ha detto James, un giovane 26 enne protestante la notte del 12 luglio mentre accatastava legna sul “bonefire”, la tradizionale pira che avrebbe bruciato il tricolore irlandese. E la soluzione della questione delle 6 contee? La soluzione del settarismo e della violenza qui a Belfast? “Non sarà in questa mia vita - racconta sconsolata una donna cattolica: forse i mie nipoti la vedranno, di certo non io”.

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